Search this blog


Home About Contact
giovedì 11 maggio 2017

attimi di felicità  

In questo blog ho scritto quasi esclusivamente dei mie momento no. Di quando le cose non andavano, di quando tutto mi sembrava che andasse allo scatafascio.
Raramente ho scritto di momenti di gioia, ma forse mai reale fino in fondo. Anche questo ultimo periodo non è stato dei migliori, continuo a perdere pezzi di qualcosa e non riesco mai ad avere in cambio niente che mi possa far sentire un po’ meglio.
Forse sono io che sono troppo pessimista e un po’ mi piango troppo addosso senza mai reagire con la giusta fermezza.
 
Comunque, anche in questi ultimi mesi le cose non andavano troppo bene. Avevo un lavoro davvero stressante in cui più mi sforzavo per stare dietro a tutte le responsabilità e più non veniva riconosciuto il mio sforzo, anzi. Poi però questo duro anno lavorativo è finito e l’unico lavoro che sono riuscita a trovare è un part-time che, nella mia situazione, non è sicuramente sufficiente. Così ieri mattina stavo pensando a quali possibilità avessi per poter migliorare la situazione e intanto ascoltavo un concerto dei miei amati Duran Duran e proprio mentre dicevo: “ Eh, sono Sicura che Simon saprebbe darmi il consiglio giusto e mi risolleverebbe il morale (ma quanti anni ho? 14?)”, mi è arrivato un whatsapp: Ragazze 31 agosto a Treviso andiamo vero?

E qui è partita la svolta della mia giornata. Tutto è passato in secondo piano, o meglio i problemi si sono ridimensionati. La vita ha ricominciato a sorridermi, io ho ricominciato a sorridere. Non so come, non so perché, forse sono io che ho dei problemi, ma i Duran Duran rappresentano per me un’immensa gioia, un allontanamento dalla mia vita problematica. Sono come una spugna che cancella, per un certo periodo, tutto il nero della mia vita. Mi fanno camminare su una nuvola a mille metri di altezza, mi fanno sentire una persona speciale, una persona più fortunata di altre, perché nella mia vita c’è qualcosa che mi illumina quando mi viene vicino, mi migliora, mi rende una persona felice, sempre (o quasi…).

Adesso siamo qui che organizziamo, che pensiamo a come andare a Treviso, che non è dietro l’angolo.

E io me lo godo tutto questo momento, anche perché questa volta non ho più un lavoro che non posso lasciare per più di mezza giornata.

Sarò stupida, immatura o semplicemente me stessa, ma io ieri, dopo anni e anni, avevo le farfalle nello stomaco.


Ma forse dovrei solo andare da uno bravo!!!!

sabato 4 febbraio 2017

PIOGGIA  


Sarà che sono raffreddata,
sarà che fuori è buio e piove,
sarà che sono da sola in una stanza troppo silenziosa,
sarà che il lavoro non va,
sarà che è inverno,
sarà che non faccio altro che mangiare e ingrassare,
sarà che tutti pensano di dover trovare un uomo da presentarmi,
sarà che mi manca il tempo,
sarà che mi manca molta autostima,
sarà che ho un vuoto dentro,
sarà che il futuro mi fa paura,
sarà che i soldi non bastano mai,
sarà che c'è sempre una, due, tre spese impreviste,
sarà che vorrei fare qualcosa, ma non so nemmeno io cosa,
sarà che mi manca mia figlia,
sarà che dopo 5 giorni di cortisone, l'effetto indesiderato della depressione si sta facendo avanti.
Sarà tutto questo insieme di sarà, ma oggi è uno di quei giorni in cui prenderei la mia macchina e me ne andrei lontano, lontano senza una meta... o forse sì.
E invece, mi chiuderò in bagno e piangerò

lunedì 2 gennaio 2017


       COSA VORREI DA QUESTO 2017 
 
v  Un lavoro part-time
v  Vincere un premio di consolazione alla lotteria Italia
v  La salute per me e per chi amo (anche per tutta l’umanità meno due)
v  Una casa più grande
v  Un televisore smart
v  Rivedere i Duran Duran
v  Dormire di più
v  Ricominciare a suonare il pianoforte
v  Andare in palestra
v  Che almeno un po’ di rabbia mi abbandonasse
v  Rivedere mia cugina
v  Capire che cavolo di lavoro mi darebbe soddisfazione
v  Una bella vacanza la prossima estate, sono stufa del mare di Rimini
v  Tornare alla Tenuta La Mandria
v  Perdere 5 chili
v  Uscire di più, avere la voglia di uscire di più
v  Un uomo, due uomini, tre uomini… (ma presi singolarmente, però!)