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venerdì 24 dicembre 2010

natale  


E' la vigilia di Natale, tra poco partiremo per Genova, vado nella gabbia dei leoni, dai nonni, zii e cugini del mio futuro ex marito. La mia futura ex famiglia.
So già che secondo loro sono la disgrazia del loro caro nopote e che, anche senza alcuna spiegazione, la colpa è indubbiamente ed esclusivamente mia.
Spero solo che riusciremo a comportarci civilmente.
Per fortuna domani saremo a pranzo dai miei.

Auguro a tutti buon Natale: a chi passerà di qui casualmente e soprattutto a chi virtualmente mi è stato vicino consolandomi quando ne avevo bisogno.

Spero di sopravvivere a questa serata a casa dei nemici, per fortuna c'è la mia bimba.

sabato 11 dicembre 2010

la crostata  


Come da programma, settimana scorsa siamo riuscite a fare sia l'albero di Natale che il presepe. Abbiamo contato solo due perdite: due palline di cui una era tra le mie preferite, però poteva andare peggio. Volevo fare delle foto ma la macchina fotografica ha deciso di mettersi in sciopero. Speriamo che come tutte le cose in questa casa si aggiusti miracolosamente da sola.

Oggi invece ho deciso che mi cimenterò nella preparazione della crostata di albicocche secondo la ricetta della suocera. Domani avrò a pranzo mia sorella con la sua famiglia e saranno le mie cavie.
So che non potrò competere con mia suocera, anche perchè lei ha sesant'anni di esperienza e per me invece è la prima crostata. Spero però di riuscire a fare qualcosa di presentabile e soprattutto che la pasta non esca come quella dei biscotti.

Intanto io aspetto, aspetto e aspetto che lui prenda una decisione. In questi ultimi giorni forse la mia rabbia è un po' diminuita e siamo riusciti a parlare senza litigare. A dire il vero è da parecchio che non litighiamo e per questo io ho paura. Paura di nascondermi di nuovo dalla realtà.

sabato 4 dicembre 2010

alla ricerca dello spazio perduto  

Questo week-end ho deciso che sarà dedicato all’albero di Natale e al presepe e siccome lo spazio utilizzato per il Natale ormai è stato occupato dai giochi di Iaia, ho deciso di liberarmi di un po’ di cose. O meglio ho deciso che alcuni oggetti ormai inutilizzati causa crescita potevano tornare dalla loro proprietaria.
Così si è liberato lo spazio del girello









Occupato momentaneamente da questa









Poi è stata l’ora del box, tra l’altro quasi mai utilizzato









Rimpiazzato, sempre momentaneamente, da questo (anche se sarà il posto dell’albero di Natale)









Insomma ho cercato di riappropriarmi dei miei spazi, quelli che un tempo erano i nostri spazi, ma che presto, purtroppo, diventeranno solo miei.
Poi però mi sono guardata intorno e ho capito: questi non saranno mai più i miei spazi, questi saranno gli spazi di Iaia visto che tolto un suo gioco magicamente ne compare uno nuovo, grosso il doppio di quello vecchio…


Ieri ho fatto ascoltare a Iaia altri 30 secondi di Mediterranea, un’altra nuova canzone del prossimo cd dei Duran Duran. Inutile dire che appena fatto partire lei ha detto il suo solito “Noooo”. Poi però mi sono messa a ballare con lei che mi è venuta subito dietro. Sono riuscita ad ascoltarla per ben 5 volte. Non vedo l’ora di sentire il nuovo lavoro dei Duran!!!!

Il 14 esce il singolo e il 21 l’album per adesso scaricabile da iTunes e da febbraio in vendita nei negozi. E io quasi non so cos’è iTunes!!!

E' un bellissimo regalo di Natale. I Duran sanno sempre come tirarmi su di morale (pur non sapendolo).

domenica 28 novembre 2010

la svolta  

Anche oggi ho voluto mettermi in gioco in cucina: ho provato a fare i biscotti con le gocce di cioccolato, con le mandorle e normali per Iaia, che poverina ha di nuovo la febbre alta.
Questa volta ho miserabilmente fallito.
Vorrei capire perché, a parte non averli messi a debita distanza per la lievitazione, non sono riuscita a farli.
Ho seguito passo passo la ricetta ma quando è arrivato il momento di stendere l’impasto con il matterello, non era abbastanza compatto, si appiccicava come la colla. Ho aggiunto la farina, l’ho messo nel frigo, ma non è servito a niente, così ho fatto delle palline e poi le ho schiacciate perché lui, che ne sa più di tutti anche in cucina, mi ha detto:
“Non fare le palline perché se poi sono dure butti via tutto”.

Alla fine il risultato è stato che i biscotti si sono fusi formando un unico grande biscotto rettangolare. La parte di biscotti per Iaia chissà perché si è bruciata, non sanno proprio di biscotto e sono troppo friabili.
Ecco la prova del reato












Per “fortuna” la separazione sembra sia arrivata ad una svolta. Siamo stati da una psicologa per capire cosa è meglio per Iaia e lei ha scartato a priori la possibilità di farle trascorrere 3 notti con me e 3 con il suo papà: troppo instabile per la bambina, avevo ragione io! Secondo lei vanno bene i week-end alternati, un pernottamento a settimana col papà e in più mezza giornata di un mio fine settimana perché altrimenti passerebbe una settimana senza che Iaia possa vederlo.

Poi c’è stato l’incontro tra noi e gli avvocati e finalmente il suo avvocato ha cercato di farlo ragionare dicendo che di più non potrebbe ottenere davanti ad un giudice.
Per la parte economica non ci sono stati problemi anche perché non appena il suo avvocato ha provato ad insinuare che fosse troppo, il mio avvocato ha tirato fuori letteralmente gli artigli da leonessa, con smalto rosso Chanel e l’ha zittito. Il mio avvocato è proprio tosto anzi tosta, è capace di dichiararsi una mamma pappamolle con la figlia, ma nel suo lavoro è davvero grintosa.

Durante l’incontro lui sembrava una persona sofferente, aveva la faccia scavata, sembrava più magro e malato. Ho pensato che lo stesse facendo apposta per fare la vittima. Purtroppo però quando siamo usciti mi ha detto che al mattino suo papà aveva avuto un’ischemia. Io non avevo capito che c’era qualcosa che non andava. Stiamo insieme da quando avevamo 17 anni e io non lo conosco. Credevo di aver costruito un’intesa che gli altri dovevano invidiarci e invece è solo finto e superficiale. Forse è per questo che siamo arrivati a questo punto: a doverci incontrare dagli avvocati.

Ora non mi resta che aspettare e pensare solo al bene di mia figlia. Ma è difficile, tremendamente difficile da accettare.

sabato 20 novembre 2010

Duran duran are coming: All you need is now  



Tesoro, amore, figlia mia alla fine adorata, sai che ti voglio un bene infinito e te ne vorrò sempre, però quello che hai fatto martedì scorso non devi rifarlo mai più.
Capisco che non ti piace stare nel box, soprattutto se io sono in un’altra stanza, ma ci sono dei momenti in cui le esigenze sono diverse dai tuoi desideri.
Erano troppe settimane che sapevo dell’esistenza di 50 secondi di All you need is now e non potevo aspettare ancora, pena la cancellazione dalla lista dei duraniani. Così ti ho lasciata per 50 miseri secondi dentro al box, ma non mi sembrava il caso di fare tutto quel casino, che un altro po’ lo sfondavi il box e non è neppure nostro.
Ma tu sei mia figlia quindi a solo 10 secondi sono venuta a prenderti pensando: forse le piace la canzone e vuole venire a sentirla. Invece tu mi hai duranparlando delusa, dopo 5 secondi mi hai guardata schifata e hai detto:
“Noooooo” tirando anche fuori la lingua.
Non potevo crederci così ti ho chiesto:
“Come no, non ti piace”.
Inutile scrivere la tua risposta.
Intanto erano passati i 50 secondi e io non saprei cosa dire della canzone perché in realtà non l’ho ascoltata, ricordo solo la meravigliosa voce di Simon e che forse si, è vero ha un certo sound delle canzoni passate.
Non ho risentito quei meravigliosi 50 secondi e questo mi preoccupa. Un tempo non sarebbe successo, un tempo sarebbe stato diverso. Ho paura di essere in fase di trasformazione, sto diventando come le mie amiche duraniane che durante i concerti sentivano la mancanza delle figlie. E io non capivo… Non capivo come un figlio non ti faccia vivere con serenità e spensieratezza certe gioie. Non capivo perché mi dicevano di sentirsi in colpa.
Adesso sono anch’io una di loro, il pianto di mia figlia è più importante di 50 secondi di voce di Simon. Anch’io, se ci saranno altri concerti, avrò un peso nel cuore. Anch’io mi sentirò in colpa e forse tornerò subito a casa e non ci saranno post concerti.
Ho bisogno dei duran-fan, ho bisogno che mi diciate che un figlio può convivere con la “passione” dei Duran, che ci si può divertire per una sera anche lontano dai propri figli. Ho bisogno che mi costringiate a sentire immediatamente All you need is now. Ci siete? Aiutatemi…
A te spiritosissima figlia mia ti dico:
Sei proprio figlia di tuo padre!
E io che oggi ti ho anche fatto questo:











ps: il titolo è il link della canzone perchè questa è come se fosse la mia stanza in cui chiudermi quando voglio stare tranquilla. E' da qui che riascolterò i DD quando petrò.

martedì 9 novembre 2010

siamo tutti sulla stessa barca  


Venerdì scorso la mia vicina ha cacciato di casa suo marito. A seguito di questa rivelazione inaspettata ho confessato anch’io la mia imminente separazione, così lei è stata la seconda persona a cui ho detto la verità, al di fuori dei familiari.
Mi ha detto di aver messo tutto dentro una valigia e di averla buttata dal terrazzo, poi di averla presa, caricata in macchina e portata da sua suocera. Le sue parole sono state: “Non sai quanto mi sono sentita meglio dopo aver buttato giù la valigia”.
“Non sai quanto vorrei avere io il coraggio di farlo” le ho risposto io.
La verità è che un gesto del genere si fa solo se sai che la persona con cui sei sposata te lo lascia fare. Se lo avessi fatto io, lui sarebbe tornato su con la valigia e con un motivo per farmi considerare dal giudice incapace di crescere un figlio. Insomma avrebbe usato questo gesto contro di me.

Ho incrociato di nuovo la mia vicina lunedì sera e pensando che si fosse risolto tutto, visto che al mattino avevo sentito la voce del marito, le ho chiesto aggiornamenti. Purtroppo suo marito non era tornato ma aveva solo accompagnato le figlie a scuola. Oggi non sono stati a casa per tutto il giorno e anche adesso sono ancora fuori. Speriamo in bene, che almeno loro riescano a superare questa crisi.

In tutto questo ho raccolto un altro consiglio. La mia vicina mi ha detto che è meglio che chiuda la storia, che è inutile trascinarla se ormai è finita. Per questo ho deciso di dargli un ultimatum: se il mio avvocato non avrà una risposta entro il prossimo martedì andremo in giudiziale.
Stiamo andando avanti dando il peggio di noi stessi. Lui mi nasconde le cose che riguardano Iaia e io per ripicca cerco di fare lo stesso (anche se poi non ci riesco), il mio rancore cresce di pari passo con la mia tristezza. Ho bisogno di tornare a vivere. Ho bisogno di ricominciare con la mia bimba e con la mia famiglia, quella vera, quella che non smetterà mai di amarmi perché è sangue del mio sangue. Ho bisogno di capire chi sono, perché quella che sono stata in questi anni non ero realmente io. Ho bisogno di svagarmi, di uscire anche solo per vedere un film o per mangiare una pizza e si, ho bisogno anche di dormire…

giovedì 4 novembre 2010

ECCOMI  

Continua il mio stato di apatia, di torpore sonnolento, di tristezza cronica.
Quindi questa sera ho deciso di postare un po' di foto così evito anche di scrivere.
Anche perchè quando accendo il pc, casualmente, lui entra nella stanza dove sono io e cerca di buttare l'occhio su quello che sto facendo. Adesso per 10 minuti dovrei essere tranquilla!

Allora, finalmente sono stata dalla parrucchiera. E' guarita e io ho potuto cercare di migliorare la mia immagine... Alla fine del lavoro lei era così soddisfatta di come era uscito che mi ha fatto delle foto da mettere sul suo book. Quella di seguito invece è quella che ho fatto io













Poi in un attimo di mini voglia di fare mi sono data alla preparazione di piatti adatti a tutta la famiglia. Questa è la zuppa di zucca










Oggi invece sono stata tutto il giorno ad un seminario sul CLP. Per fortuna i colleghi con cui sono andata sono simpatici. Ieri sera mi sono accorta di non avere niente per prendere appunti, avevo solo un quaderno per i disegni di Iaia. Questo è quello che con finta disinvoltura ho tirato fuori in un aula piena di uomini e donne in carriera










Questi invece sono gli appunti che avrei dovuto prendere










Domani è un altro giorno, speriamo che almeno il mal di testa mi sia finalmente passato...

domenica 24 ottobre 2010

qualcosa è cambiato  

Ieri, all’ora di pranzo, mentre eravamo in cucina a preparare da mangiare, lui mi guarda e mi dice:
“Riusciamo a parlare senza litigare?”
Resto immobile, con lo schiacciapatate in una mano e una patata nell’altra. Questa cosa proprio non me l’ aspettavo… Ho passato un anno con la speranza che lui mi chiedesse di parlare di quello che stava succedendo, chiedendomi il perché fossi l’unica a sentire il bisogno di spiegarci, il perché fossi sempre io ad iniziare il discorso con lui che dopo dieci minuti sembrava che dovesse fare qualcosa di irrimandabile e chiudeva la conversazione. Ho sofferto tanto, la maggior parte delle volte da sola, chiusa in un bagno, abbracciandomi a me stessa cercando di autoconsolarmi. Ho pianto così tanto e forte da tremare per lo sfinimento. Ho creduto di non farcela e di dover chiedere aiuto.
Così ieri, in realtà, non avevo voglia di parlare, di rovinarmi la precaria tranquillità che ho raggiunto in questi giorni. Ma per la regola del fatti male per far piacere agli altri, abbiamo parlato.
Mi ha detto che non vuole andare in giudiziale, perché sarebbe solo il male della bambina, che non capisce perché non accetto la sua divisione del tempo con Iaia e mi ha fatto uno schema su 15 giorni per farmi vedere che io la terrei 2 notti in più di lui. Mi ha detto che dovremmo riuscire ad accordarci tra noi perché gli avvocati vanno per le lunghe, praticamente ha fatto un passo indietro. Sarebbe disposto ad accettare le mie condizioni se gli permetto di passare una sera in più con la bimba senza però il pernottamento.
E’ stato calmo e remissivo, ad un certo punto quasi si è messo a piangere… Non abbiamo parlato di colpe, del passato, non abbiamo alzato la voce… quasi quasi mi convinceva…
Questo però è quello che penso dopo una nottata di riflessioni:
non mi freghi mio caro, tu non vuoi la giudiziale, non perché altrimenti tra noi si riduce a schifo (tanto lo è già), tu non la vuoi perché finalmente il tuo avvocato ti ha aperto gli occhi, hai capito che non otterrai mai quello che vuoi. Al contrario potresti avere meno di quello che adesso ti concedo. Hai letto la mia controproposta in cui c’era scritto che se si va davanti ad un giudice ti concederei solo i week-end. Ma soprattutto hai capito che sono pronta anch’io a combattere in una giudiziale, che tu e il tuo avvocato non mi avete spaventato, che non mi ha spaventato neanche la cifra che dovrò spendere per tenermi mia figlia e che per questo mi sono trovata un avvocato con i controc., come piace dire a te.
No, non farò un passo indietro, non ti permetterò di approfittare di me per affondare l’ultimo colpo.
Certo, tutto quello che c’è stato tra noi me lo porterò dietro fino a che non morirò, e fino ad allora avrò un macigno che mi peserà sul cuore, ogni mia decisione dovrà fare i conti con questo. Quindi ancora una volta in qualche modo la spunterai, perché capisco che nonostante sia stata una tua scelta, anche tu stai perdendo molto. Ma non la spunterai sulle mie debolezze.
La bambina la potrai vedere quando vorrai, ma io, quella che ero prima, ingenua, debole e insicura, che potevi rigirare come volevi, non ci sono più, ho lasciato il posto alla nuova me, quella che metterà davanti a tutto la sua bambina con la sua mamma.

sabato 23 ottobre 2010

manuale per giovani mamme (consultabile anche dalle primipare attempate)  


Il fine settimana scorso doveva essere un week-end tranquillo e sereno, all’insegna della festa di compleanno della mia nipotina.
In effetti, è iniziato bene: al mattino Iaia è uscita con il suo papà e il pomeriggio è venuta con me e la nonna alla ricerca del regalo per la sua cuginetta.
Siamo andate al Toys, un grande negozio, purtroppo per me e per lei, su due piani. Appena Iaia ha visto le scale ha deciso che il resto del tempo voleva trascorrerlo facendo su e giù dai due piani.
Così mentre mia mamma sceglieva i regali, io stavo con lei a fare un po’ di step. All’inizio la tenevo con due mani, poi lei ha deciso che le bastava una mano sola e io ho pensato: che brava, ha imparato a fare le scale tenendosi solo con una mano.
Ad un certo punto però ha cambiato umore, ha cominciato a frignare, a non voler camminare, a non voler stare in braccio, a non guardare i giocattoli. Credevo che fosse così perché non le facevo più fare le scale, ma provando a salire di nuovo si lamentava lo stesso.
Arrivate alla cassa ha iniziato letteralmente ad urlare e continuava a ripetere aia, aia aia. Ci sono venuti in aiuto i migliori nonni che si trovavano in negozio, ma nessuno riusciva a calmarla, con me che mi giustificavo dicendo che era così per colpa dei denti.
Arrivate alla macchina si è calmata, ma una volta a casa ha ricominciato a piangere.
Era ora di cena così l’ho messa sul seggiolone e ho notato che non muoveva più il braccio sinistro.
Ho provato a darle i pastelli ma li prendeva solo con la mano destra, ho provato ad alzarle il braccio, a schiacciarlo e lei ha cominciato ad infastidirsi.
Mi è sembrato molto strano quindi ho detto a lui che forse era il caso di andare in ospedale. Inutile dire che il medico, avvocato, chef, pediatra, nutrizionista che c’è in lui ha fatto la diagnosi, dicendo che non era necessario, che aveva visto che un pastello lo aveva preso con la sinistra e che faceva così perché era stanca.
Il giorno dopo Iaia non muoveva ancora il braccio e finalmente si è deciso che era il caso di andare al pronto soccorso. Appena abbiamo detto all’infermiera che Iaia non muoveva più il braccio ha capito subito cosa era successo: pronazione dolorosa del radio, cioè fuoriuscita all’altezza del gomito dell’estremità del radio. Mi ha chiesto se era caduta o se aveva fatto le scale tenendosi con una mano sola perché è una cosa che succede spesso in queste occasioni. Il medico in dieci secondi le ha rimesso a posto l’osso, lei ha pianto ma si è calmata subito. Poi ci hanno mandati nella stanza dei giochi per vedere se muoveva il braccio perché alcuni bambini per paura del male fanno fatica a riutilizzarlo. Lei invece appena ha visto i 1000 giochi nuovi si è dimenticata di tutto e alla fine non voleva più andare via.
Dopo 10 minuti l’infermiera mi ha chiamata per il foglio delle dimissioni. Sono entrata e la prima cosa che il medico mi ha detto è stata: “Quando succedono queste cose bisogna far vedere subito il bambino perché lasciarlo in quelle condizioni per molto tempo può causare dei danni”. Avrei voluto dirgli che se fosse stato per me sarei andata la sera stessa, ma sono rimasta in silenzio a pensare a quanto poco polso ho in certe situazioni…
Adesso il braccio è solo un brutto ricordo, per fortuna non le ha fatto più male, ma la prossima volta che mi sembrerà strana darò retta solo al mio istinto.

Per il resto c’è tanta stanchezza cronica, sia fisica che mentale. Un trascinarsi di situazioni che rende tutto molto faticoso, una giudiziale che sembra sempre più vicina, un raffreddore che non fa in tempo a passare che già Iaia me l’ha riattaccato di nuovo.
Mi butterei sul letto, chiuderei gli occhi e spegnerei l’interruttore per i prossimi 2 mesi. Vorrei svegliarmi in tempo solo per pensare ai regali di Natale. Già tra poco è Natale, la mia festa preferita, la prima con la mia bimba in grado di intendere e volere.
Come lo passeremo?

sabato 16 ottobre 2010

cosa è successo  

Ovvero cosa è successo in questi giorni passati.

Il fine settimana scorso è stato uno schifo: abbiamo litigato perché non l’ho fatto uscire da solo con la bimba, sia sabato che domenica mattina, ma chissà perché sono voluta andare con loro!
Io gli ho risposto che se vuole escludermi dai week-end può finalmente decidere di andarsene così potrà fare quello che vuole senza di me. Così ho fatto scoppiare la bomba atomica…

Poi giovedì ho ricevuto una lettera dal mio avvocato con scritta la controproposta del suo avvocato e chiedendomi di contattare lo studio per fissare un appuntamento. Ma io mi chiedo, con i 2500 euro più spese che devo pagarlo, non poteva farmi una telefonata per avvisarmi almeno della lettera? Gli avvocati sono proprio una razza strana, o forse è il mio che è diverso?
Quindi la morale è che lunedì ho preso questo benedetto appuntamento e sono così arrabbiata che forse sarò io a voler andare in giudiziale e non lui.
La controproposta è la seguente:
2 week-end al mese da venerdì pomeriggio a domenica alle 22
2 pernottamenti a settimana
2 settimane ad agosto
1 settimana a giugno
1 settimana in inverno
7 giorni a Natale
700 euro di mantenimento (500 sono di affitto quindi dovrei mantenere la bimba con 200 euro). Lui guadagna quasi il triplo del mio stipendio.
Il bello è che lui mi ha accusata di pensare ai soldi solo perché invece di 700 ne avevo chiesti 900!

E’ stata una settimana dura, sono stata troppo pensierosa e pensare in questi frangenti è pericoloso.
Ho dovuto lottare con le lacrime, per scacciarle via. Non voglio più piangere non servirebbe a niente. Ormai è passato più di un anno dovrei cominciare a rialzarmi. Non devo più pensare al passato, al perché sia cambiato così, o al “forse sono cambiata io”, non devo più chiedermi se ho fatto tutto quello che potevo per salvare questo matrimonio. Perché la risposta potrebbe anche essere no, ma è giusto così perché tutto quello che è successo ci ha cambiato e ormai non possiamo più esistere come coppia, non avremmo più senso. Noi siamo il passato e devo convincermi che questa separazione non deve cancellare le cose belle che abbiamo fatto, non deve trasformare in schifo l’amore che c’è stato, perché era amore, non era finzione, devo convincermene…

Oggi sto meglio, un po’ meglio. Se avessi scritto ieri avrei scritto tutto in negativo, ero proprio a terra, ma oggi sono un pochino più propositiva. Oggi non mi sono intromessa nella sua uscita mattutina con Iaia. Ne approfitto per dedicarmi al mio diario virtuale, per prendermi cura di me prendendo tutto il tempo necessario. E’ troppo che mi trascuro, che non penso ad altro che al lavoro, alla bimba, a lui...
E poi domani è il compleanno della mia nipotina che compie quattro anni e deve essere una bella giornata, senza musi, senza tristezza, solo allegria. Questo è il mio impegno per oggi e domani. Da adesso si vive alla giornata.

mercoledì 6 ottobre 2010

OGGI 06/10/2010  

scrivo un breve post fuori programma per dire che oltre ad essere il sedicesimo mese di vita della mia bimba è anche il giorno che ha dato senso alle mie giocate al superenalotto.
Oggi mentre ero sul lavoro i miei colleghi mi hanno sentita urlare " Ho fatto tre, ho fatto tre, ho fatto tre....".
Ho vinto 15,88 euro che in questo frangente sono molto utili. Ci ho comprato le tettarelle nuove per Iaia, ho giocato 2 schedine e domani faccio benzina.
E' stato un attimo di gioia, è la mia prima vincita e ne sono stata tremendamente felice.
Chissà se avessi fatto 6, probabilmente sarei morta sul colpo...
Questi sono i numeri che ho giocato quando ho riscosso la mia vincita:

8 10 36 72 81 90
7 27 39 52 54 63

1 20 57 74 81 82
11 29 40 47 55 73

So che è impossibile che vinca 2 volte consecutive, ma tentar non nuoce.

sabato 2 ottobre 2010

un sabato nel mio villaggio  

E’ sabato pomeriggio, sono le 15:00, le campane stanno suonando a morto: c’è un funerale, qualcuno sta salutando per l’ultima volta un suo caro.

Iaia dorme, suo papà anche. E io?
Io sto preparando il sugo, rigorosamente tutto fatto in casa. Dovrei dormire per recuperare le forze e invece cucino. Ho curato il brodo di carne che lui ha messo sul fuoco, ma poi se ne è dimenticato ed è andato a dormire con la bimba, ho lavato e cotto le verdure per la torta salata che farò questa sera, ho buttato le cose ammuffite dal frigorifero e lavato i cassetti, ho “sterilizzato” il seggiolone dove mangia Iaia. Dovrei fare anche il brodo di verdure, ma l’ho rimandato a domani.

Dopo tutto questo mi sarebbe piaciuto lavare i capelli ma non posso perché puntualmente come ogni anno la caldaia ha deciso di rompersi: non c’è acqua calda. Di sabato, quando l’assistenza è di riposo. Così eccomi qui a scrivere sul mio diario virtuale.
Questa mattina ero piuttosto arrabbiata, un po’ con tutti, con la caldaia, con l’amministratore che lascia il cellulare spento, con il proprietario che per risparmiare sulla caldaia ogni anno ci lascia al freddo e senza acqua calda, con le poste che sembra assumano solo impiegati extra-maleducati, con i soldi che appena li hai in mano, ti distrai un momento e non ci sono più e quindi con lui sempre e comunque.
Poi sono tornata a casa con meno 22 euro di arrosto, frutta e verdura, con un po’ meno di rabbia ma sempre pronta a mordere, così quando lui è tornato a casa con una busta di vestiti della bimba stirati da sua mamma l’ho azzannato. E lui dopo aver provato a rispondermi è stato zitto e ha fatto bene.
Questa convivenza forzata non mi fa bene, la legge dovrebbe essere cambiata. Non si può costringere due persone nella nostra condizione a vivere insieme. Lui non vuole andarsene perché vuole stare con sua figlia e io devo subirmi la sua presenza, che certe volte è insopportabile. Forse anche per lui è lo stesso.

Se penso a tutti i momenti belli che abbiamo passato insieme mi chiedo come sia potuto succedere tutto questo. E mi so dare una sola risposta: era tutto finto, mi divertivo solo io, forse lui accettava una situazione da cui voleva uscire ma non sapeva come. Forse lui voleva solo un figlio e una volta avuto mi ha sbattuto in faccia la verità, forse non mi ha mai amata. Di certo questa è la botta più brutta di tutta la mia vita e spero solo di non riceverne un’altra in questo momento perché non ce la farei.

Una persona ha detto: “Si conosce bene il proprio compagno solo nel momento in cui ci si separa”.
Cavolo se aveva ragione. Si vede tutto con occhi diversi, non foderati di mortadelle d’amore…

giovedì 30 settembre 2010

STATI D'ANIMO  


Oggi sono un po’ triste. Non so se è dovuto al fatto che lui è tornato dal suo viaggio di lavoro in Francia o perché è una settimana che la piccola si sveglia almeno quattro volte a notte e spesso non basta cullarla ma devo prepararle la camomilla. Sabato notte in quattro ore si è svegliata almeno 15 volte e poi alle 7 ha deciso che non voleva più dormire. Non l’ha mai fatto, è quasi sempre stata brava, si svegliava al massimo due volte anche se poi si svegliava definitivamente alle 7.

Quando sono tornata a casa, oggi, non c’era nessuno, così sono uscita per giocare al superenalotto e l’ho chiamato per sapere dove fossero e raggiungerli. Il suo cellulare non prendeva… Ho pensato subito male rendendomi conto però di essere ormai diventata paranoica. Non può essere che tutte le volte che lo chiamo e non risponde o c’è la segreteria lui stia parlando con chissà chi. Qualche volta potrà pur essere vero che non ha sentito.

Tornando a casa ho pensato. Ho pensato a come mi sento triste da un anno a questa parte, a quanto sono stanca e vorrei una pausa nella mia vita passata, a come ho potuto fallire nel dare una famiglia alla mia bimba, a come sono felici le altre coppie anche se non hanno alle spalle 20 anni insieme come noi, che invece abbiamo miserabilmente fallito. Ho pensato anche che non posso nemmeno decidere di restare insieme a lui per la bambina, perché non sono io che posso decidere.

Questo mi ha fatto venire voglia di piangere, ma le lacrime non ce l’hanno fatta a scendere. Sto diventando più forte. Più consapevole della realtà.
Però fa sempre male, un male che ci sarà sempre, come una malattia cronica che ciclicamente ritorna.

Intanto la separazione va avanti, il mio avvocato ha fatto avere al suo la mia proposta e adesso c’è l’attesa. L’assurdo è che noi non ne parliamo. Viviamo sotto lo stesso tetto ed è come se questa guerra non la stessimo facendo tra noi. Certe volte per me è insopportabile e mi chiedo cosa ne pensi lui. Mi sembra di non riconoscerlo più, non sembra più lui, il mio lui, quello che avrebbe dovuto proteggerci e stare al nostro fianco per sempre.

Vorrei aprire gli occhi e scoprire che è stato un brutto incubo…

lunedì 20 settembre 2010

il primo passo  

Ieri ho deciso che era giunto il momento di cominciare ad avvisare la “popolazione” della mia imminente separazione.
In realtà volevo un’atmosfera un po’più intima e riservata di una piazza piena di gente con un gruppo che suonava dal vivo proprio davanti a noi che mi ha costretto a urlare i cavoli miei per farmi sentire…

Finora la mia storia la conoscevano “solo” mia mamma, mia zia, mia sorella e il suo compagno, mio fratello, l’altra mia zia quindi tutta la città in cui vive (meno male che dista diverse centinaia di chilometri da me), due mie colleghe ( perché lavoro lontano da dove abito, quindi nessun rischio di pettegolezzi), credo i miei suoceri e qualcuno a cui sicuramente lui lo avrà detto.
Dei miei amici e non parlo di quelli comuni, solo dei miei, non lo sapeva ancora nessuno. La prima a saperlo doveva essere sicuramente G., la mia amica duraniana, la persona che quando mi sono messa insieme a lui, si è messa insieme al mio vicino di casa, nonché amico di lui. Doveva essere per forza lei la prima a rimanere scioccata. Così ho pensato, la chiamo e quando ci vediamo glielo dico.

Il destino ha voluto che la incontrassi per caso ieri pomeriggio:
“Ciao G. ci vediamo venerdì? Quando esco dal lavoro passo da te, sai ci sono delle novità!”
Lei fa un sospiro da svenimento e mi prende per un braccio, già capisco cosa sta pensando.
“No, tranquilla, non c’entrano i Duran, è un’altra cosa” la tranquillizzo.
“Sei incinta?!”
“No, direi proprio di no”
“Sei sicura”
“Direi proprio di si, ma dai te lo dico venerdì”
“No, non puoi lasciarmi così……. Riguarda voi due?”
“Si
“Vi state separando?”
“Si, ma non pensavo ci arrivassi così presto…”
“NOOOO”
“Eh, si”
Mi ha fatto bene parlarne e sono sicura che mi servirà ancora di più parlarne con più calma venerdì. Mi sento più leggera…
Gli amici si riconoscono anche in queste occasioni….

Intanto questi anche per me sono giorni di inserimento al nido. Come al solito dopo diverse discussioni io e lui ci siamo divisi il periodo, lui ha fatto la prima settimana e io sto facendo la seconda. Oggi l’ho lasciata dalle 10 e adesso vado a riprendermela… Però sono sempre meno convinta di aver fatto la scelta giusta lasciandola a delle estranee…. Ma è una preoccupazione comune o davvero sto diventando paranoica?

domenica 12 settembre 2010

buon compleanno Alice  


Oggi è il tuo primo compleanno, ma il destino a pochi giorni da questa festa ha deciso di portarti via…

Purtroppo la tua mamma e il tuo papà non potranno esserti vicini perché la burocrazia, come ci ha scritto la tua mamma, gli si è messa contro anche in questa occasione. Oggi la tua nuova casa è chiusa e loro non potranno venire a trovarti.

La tua mamma ci ha scritto che sarebbero venuti da te ieri e ti avrebbero portato un palloncino colorato perché a te piacevano tanto i palloncini…
Così tutte noi del forum delle mamme del 2009 oggi te ne manderemo uno in cielo con la speranza che i tuoi genitori possano vederne qualcuno e non sentirsi soli, noi gli siamo vicini nell’unico modo che ci è possibile.

Oggi tu e la tua famiglia siete stati il mio primo pensiero e questa giornata è dedicata a te, io e la mia bimba cercheremo un bellissimo palloncino da mandarti.

Oggi i palloncini colorati che si vedranno nel cielo sono tutti per te….

Buon compleanno Alice.

lunedì 6 settembre 2010

15 mesi insieme  


Oggi Iaia compie 15 mesi, tra un mese avrà un anno e mezzo.
E’ proprio vero che quando hai un figlio la vita mette un piede sull’acceleratore. Mi sembra ieri di aver scoperto di essere incinta, invece la mia bimba è diventata grande, dallo scricciolo di 2,5 kg che era quando siamo uscite dall’ospedale, adesso è una bella bambina di più di 11 kg!

In questi mesi abbiamo imparato a conoscerci e io sono cresciuta insieme a lei.
Sono incredibili i progressi che ha fatto, anzi che abbiamo fatto.
Lei cammina, dice: mamma, papà, nonna, nanna, cacca, pee (piede/piccione), pappa e Titti (la sua prima parola), fa i versi della rana, dell’asino, del leone, della mosca del cane, del tacchino., comincia a mangiare da sola, anche se con le mani e si concia da far ridere.
Io ho imparato a cucinare, a tenere più in ordine la casa, a mettere più spesso la lavatrice, a scegliere e cucinare la carne (che da vegetariana non è così facile), a curarla quando ha la febbre… e a volerle bene.
La mia vita è cambiata, per alcuni aspetti in meglio, per altri in peggio. Ma c’è sempre lei che con il suo sorriso mi scioglie il cuore e con le sue lacrime mi fa scordare le mie sofferenze, perché le sue sono più importanti.

Non mi sento ancora completamente mamma, a volte mi sembra come se qualcuno l’avesse lasciata fuori dalla mia porta e io non avessi avuto altra scelta che occuparmi di lei. A volte invece sento che è parte di me e che non posso vivere senza di lei. E’ una nuova dipendenza che ha preso il posto di quella di prima.
La amo ogni giorno di più, anche quando piange ed è inconsolabile, anche quando arriva la sera e non si può mangiare perché lei ha sonno e frigna, ma è troppo presto per metterla a letto.
La amo soprattutto quando penso che dovrò essere io la sua forza, la sua ancora nei momenti difficili della sua vita e spero che lei me lo permetterà…

giovedì 2 settembre 2010

pazzia e avvocati  


Ieri è stato il giorno in cui finalmente ho pensato di aver trovato la strada giusta per uscire dalla mia tristezza cronica.
E’ stato un attimo capirlo, ed è stato tutto naturale e spontaneo. Ero in macchina e stavo andando al lavoro. Avevo la radio accesa e come sempre facevo zapping radiofonico fino a che, non so perché, mi sono fermata se non ricordo male su rmc. Dopo pochi secondi parte una canzone dei Duran Duran, Notoriuos. Non era la prima volta che capitava di sentire una loro canzone, ma le volte che è successo ci sono rimasta male perché in passato sono sempre stati capaci di tirarmi su il morale. In questa situazione invece la voce calda e rassicurante di Simon non funzionava, tanto che, spero non legga nessun duraniano, non ascoltavo un loro cd da quasi un anno.
E’ successo senza che me ne rendesi conto, le parole sono venute fuori da sole, come succedeva spesso ascoltando i Duran. Dalla mia bocca è uscita questa frase:
“Simon è un piacere riascoltare la tua voce”.
E così mi è ritornata la malattia duraniana, quella che ti fa parlare da sola pensando che qualcuno di loro possa ascoltarti. Quella che chiamano stupidità infantile ma a me piace chiamare spensieratezza e che sta riaffiorando tra le macerie della mia “disperazione”.
Mi sono sentita leggera, come non mi capitava da troppo ormai, ho guardato il sole e ho pensato che fosse una bella giornata, che stavo guarendo, questa volta davvero e per sempre. Che non ci saranno ricadute, che ho trasformato l’odio in qualcosa di assolutamente più costruttivo, l’ho trasformato in amore per la mia bambina.

Tutto questo per dire con che umore mi sono presentata questa mattina dal mio avvocato.
Peccato però che dopo dieci minuti che parlavo lui mi ha detto:
“Signora, per riassumere la situazione, mi dica se sbaglio: lei non ha nessuna voglia di separarsi.”. E non aveva un tono da domanda, ma da affermazione!
Adesso che mi viene da ridere a pensare alla scena sono ancora più convinta che sto meglio. Sono sicuramente triste per il dolore che Iaia proverà nell’avere dei genitori divorziati, ma non odio più il suo papà e soprattutto non mi fa più piangere, potranno un po’ ferirmi le discussioni come quelle di oggi, ma ho riacquistato una lucidità tale da capire che questa volta è stata anche colpa mia.
L’avvocato mi ha rassicurata e abbiamo preparato una nostra controproposta. Ha detto che non potrà portarmi via la bimba per 15 giorni al mese, anche se alla fine la decisione la prende il giudice, ma secondo lei non arriveremo in giudiziale.
Alla fine ho chiesto quanto mi verrà a costare il tutto, avevo intuito entrando nello studio che mi avrebbero dissanguato. Era tutto super nuovo, con porte che si aprivano da sole, sculture moderne, avvocati super griffati, la mia era vestita da Gucci, almeno 300 metri quadri di labirinti, che se non mi riaccompagnavano alla porta mi perdevo.
“Se risolviamo con una consensuale verrà a pagare poco, è la giudiziale che è molto costosa”.
Mi son chiesta quanto è poco per un avvocato e deve aver capito perché ha detto:
“2500 euro più le spese…Ma stia tranquilla non abbiamo mai rincorso nessuno…”

lunedì 30 agosto 2010

per alice, la sua mamma e il suo papà...  


Oggi sono rientrata al lavoro e dopo le chiacchiere con le colleghe, il lavoro urgente da svolgere, mi sono presa 10 minuti di pausa e sono tornata nel forum delle mamme che frequento e che avevo momentaneamente abbandonato per le ferie.

Quando sono stata a casa la mamma di Alice si trovava in ospedale perché la sua piccola non stava bene e quindi dovevano farle delle analisi. Come tutte ero un po’ preoccupata, perché pur non conoscendoci, frequentare lo stesso forum crea come un legame virtuale di solidarietà. Però ero fiduciosa, perché le cose veramente brutte sembra non possano mai arrivarti così vicino.

Dopo una settimana però appena ho avuto 5 minuti di tempo, sono tornata sul forum per avere notizie e ho saputo che purtroppo le avevano diagnosticato un tumore.
Ho fatto una ricerca su internet e ho letto che questo tipo di tumore tipico dei bambini, se scoperto prima dell’anno si riesce a sconfiggere e lei non aveva ancora un anno.
Ho chiuso il pc senza riuscire a scrivere niente, ma incredula che potesse succedere il peggio. Ho pensato che tutte noi le eravamo vicine e questo doveva servire per forza.

Oggi mi hanno detto che Alice non ce l’ha fatta. In poche settimane se n’è andata…
C’è voluto un po’ prima di capire che fosse vero. Ancora adesso non me ne capacito, non riesco a credere che il destino possa essere così crudele.
Che ci possano essere delle malattie che portano via il figlio ad una mamma, lasciandola impotente, senza alcun mezzo per combatterlo.
E ho capito una cosa: questo è il vero dolore, quello che ti fa dire che la vita non vale la pena di essere vissuta, quello che non ti farà più vivere…
Vorrei tanto poter riportare indietro Alice, lo vorrei tanto. E penso a quante famiglie adesso stanno passando un momento così tragico, e mi sento inutile, io con i miei problemi che in confronto a questi mi fanno sentire un verme anche solo per aver pianto troppo.
Mi chiedo come farà adesso la sua mamma a sopportare questo dolore, dopo che l’ha sentita chiamare mamma, dopo che l’ha abbracciata e ha visto i suoi sorrisi, che ha capito che era lei a doverla difendere e non ha potuto farlo.

E così ho pianto e sto piangendo, per la prima volta da tempo non per me e per la mia situazione, ma per una cosa che è davvero una tragedia, per Alice, per la sua mamma e per il suo papà.
E sento che ho capito che sono fortunata, che sto meglio e che quasi tutta la rabbia se n’è andata, che è mia figlia la mia forza e io, che posso, devo essere la sua.

Ad Alice e la sua famiglia.

sabato 28 agosto 2010


Dunque, lunedì si ritorna al lavoro, le ferie sono finite, sempre che di ferie si possa parlare.
Non siamo andati da nessuna parte, ho fatto due settimane a svegliarmi alle 6:30 e se andava bene alle 7 e non siamo neanche andate in piscina.

Questo mi riporta al mio post della missione impossibile. Cosa sono riuscita a fare?

Allora:

1. 1 non ho lavato nessun maglione di lana, sono ancora nell’armadio che aspettano, forse la lavanderia.
2. ho pulito 2 armadietti della cucina e 2 cassetti della sala, cioè neanche la metà di quello che dovevo.
3. non ho messo a posto i cassetti del comodino.
4. non ho archiviato i miei documenti.
5. non ho messo a posto i vestiti di Iaia, anzi c’è ancora più casino.
6. non ho preso il porta giochi con canestro, i 99 euro sono rimasti nel mio portafogli.
7. non ho preso il seggiolino per la bici.
8. non ho preso un nuovo passeggino.
9. non sono andata in piscina.
10. ho organizzato una gita con la piccola.
11. non sono andata dal parrucchiere, e si vede…
12. non ho fissato l’appuntamento con la fotografa.
13. ho buttato via un po’ di cose inutili.
14. non ho invitato a pranzo mia sorella.
15. no shopping.
16. non ho spostato il lettino.
17. mi sono occupata un po’ del blog.
18. ho frequentato un po’ gli altri blog, troppo poco però.
19. lunedì chiamerò l’avvocato.
20. non mi sono riposata.

Questa sono io. Una ragazza dai 1000 propositi che non ne porta a compimento neanche la metà.
Sono sempre stata così, per tutto, la palestra, la dieta, lo studio, lo sport, il lavoro e chi più ne ha più ne metta…
Forse l’unica cosa che sto portando avanti convinta è la mia scelta di essere vegetariana.
Spero che mia figlia, che non ha preso niente da me se non la pelle bianca come il latte, abbia ereditato la volontà del suo papà perché altrimenti la vedo molto dura per lei.

Questi sono i numeri che spero di riuscire a giocare:

1 20 57 82 74 81

11 29 40 47 55 73

58

giovedì 26 agosto 2010

tre giorni  

Lui è tornato a casa alle 16:30, io mi stavo lavando i capelli, volevo avere un aspetto decente per l’appuntamento dall’avvocato, chissà perché poi?
Appena pronti abbiamo accompagnato Iaia dai nonni e ci siamo diretti verso la nostra separazione.
Non so se era la situazione a creare una certa atmosfera, ma appena dentro lo studio mi è sembrato di aver varcato la porta dell’inferno. Era una stanza buia, opprimente, a pensarci adesso forse non c’erano neanche le finestre, pareva che anche l’ossigeno mancasse.
Quando l’avvocato ci ha aperto la porta, vedendolo, ho avuto l’impressione che fossimo andati a trovare uno zio senza averlo avvisato. Era un tipo grassoccio, con la polo un po’ sgualcita rosa che appena mi ha vista deve aver capito che mi stavo chiedendo se non fosse un impiegato e quindi si è subito presentato.
Siamo stati dentro un’ora, nella quale ho capito che mi devo trovare un buon avvocato, perché nonostante l’apparenza pare che sia molto furbo. La loro proposta è stata: collocamento presso di me, due week end al mese a testa e 3 pernottamenti da lui a settimana. Tanto lui si trasferirebbe dai suoi a poca distanza da dove viviamo adesso e in un ambiente che per lei è familiare visto che quando sono al lavoro lei sta dai nonni. Lui si prenderebbe carico di tutto l’affitto e per i 15 giorni che la tengo io mi passerebbe 150 euro.

Questo è un vero schifo.

Lui è stato zitto per tutto il tempo nonostante io lo abbia provocato un paio di volte. Sicuramente consigliato dall’avvocato.
Siamo usciti dallo studio e finalmente ho respirato e ho rivisto la luce. Durante il ritorno non ci siamo detti una parola.
Questo era due giorni fa.

Questo invece è quello che è successo ieri:
Erano quasi le dieci di sera, lui era in cucina, io sono uscita in terrazza, mi sono seduta sullo scalino e ho iniziato a pensare. Dopo 10 minuti ho visto che la luce della cucina era spenta e ho sentito la porta dietro di me aprirsi. Lui mi ha guardata e si è seduto vicino a me, voleva vedere se stessi piangendo. Mi ha chiesto se stavo bene, io gli ho mentito e gli ho detto di si.
Me lo ha richiesto e gli ho risposto ancora di si. Ci siamo guardati per qualche secondo e mi ha detto: “Sei sicura?”. “Si” è stata di nuovo la mia risposta. Lui si è alzato ed è andato via.
Io sono scoppiata a piangere, ma lui non l’ha visto.

Questo è quello che è successo oggi:
lui ha preso due giorni di ferie e questa mattina mi ha detto che voleva fare qualcosa con la bimba, pensava di andare al lago. E così è stato, siamo andati al lago, dopo quasi 2 anni abbiamo mangiato insieme in un ristorante, abbiamo passeggiato lungo il lago con la bimba e le abbiamo fatto bagnare i piedini sulla riva.

No, non è cambiato niente e domani chiamerò il mio avvocato.

Vorrei ringraziare Valepi e Kriegio perché nonostante non sappiate chi sono, come mi chiamo e dove vivo mi state aiutando, siete capaci di aprirmi gli occhi come nessuno ancora è riuscito a fare.
Vorrei ringraziare anche tutte le ragazze del forum dei bimbi 2009 che mi sono state vicine quando ne ho avuto bisogno, soprattutto Catman e mammaditre, anche se loro non leggeranno mai queste parole perché non sanno dell’esistenza di questo blog, spero di tornare presto a seguire il forum.

I numeri che ho giocato sono gli stessi dell’altra volta visto che non ho fatto nemmeno un punto.
1 20 57 65 74 81
11 29 40 47 55 73
58

martedì 24 agosto 2010

ricaduta  

In questi due giorni, da quando lui è tornato, il mio stato d’animo è ripiombato nella depressione più profonda. Non so se come mi sento possa essere definito depressione, di certo è qualcosa che mi fa stare tanto male.

Questa mattina, mentre portavo in giro Iaia, dopo tanto tempo mi sono tornate le lacrime agli occhi. Avrei tanto voluto fermarmi e sedermi per terra, chiudere gli occhi e cancellare tutto quello che avevo attorno, proprio tutto. Avrei voluto essere la ragazza che avevo incrociato qualche minuto prima, con il cellulare in mano che camminava senza fretta, con la spensieratezza di chi può fare quello che vuole, tanto ha tutta la vita davanti e nessun legame serio. Di chi arriva a casa e trova il pranzo preparato dalla madre, di chi può sdraiarsi sul divano e guardare un film stupido o leggere un libro, di chi ha una persona da amare e cha la ama.

Mi sembra di essere entrata dentro ad un tunnel, senza aver avuto la possibilità di scegliere un’altra strada. Ci sono entrata tenendo per mano la mia bimba e so che devo cercare la luce per lei, devo trovare un’uscita, ma non ci riesco proprio, a volte mi sembra di farcela, ma è soltanto un’illusione momentanea. Ho paura di non essere capace di venirne fuori, ho la sensazione che prima o poi mi fermerò davvero, mi arrenderò, non avrò più le forze fisiche e mentali per lottare e allora manderò tutto all’aria, perché questa non è la vita che volevo per me è per mia figlia.

Tempo fa Bianca mi ha scritto questo, io un po’ le ho creduto, ho pensato che fosse davvero una questione di tempo, ma oggi sono convinta che sia anche una questione di carattere e di vita vissuta.
La notte continuo a sognare che lui torni da me, che mi stringa tra le sue braccia e quando mi sveglio mi accorgo che sto piangendo.
Tutto quello che in tanti dicono e cioè che lui si pentirà e tornerà con la coda fra le gambe, succede solo nei film, sono solo storie per far credere che la vita vale sempre la pena di essere vissuta.
Non mi ama e non mi amerà mai più, sono convinta che altrimenti non me lo avrebbe mai detto.
Questa sera andremo dall’avvocato, il suo, e io ancora non riesco ad accettare che sia tutto vero. Vorrei che qualcuno gli dicesse che non può essere come dice lui, che non si può smettere di amare solo perché si litiga, perché per un certo periodo le cose non vanno come si vorrebbe.

Oggi è stato davvero difficile entrare dal tabaccaio per giocare i miei numeri. Anche se dovessi vincere al superenalotto non riavrei indietro la mia felicità. I soldi non rendono felici aiutano a vivere solo un po’ meglio. Ma questo è un innegabile luogo comune.

1 20 57 65 74 81
11 29 40 47 55 73
58

sabato 21 agosto 2010

una bella giornata in villa  


Alla fine ieri siamo riuscite, nonostante la pioggia iniziale, ad andare a visitare la Villa Pallavicino.
Eravamo: Iaia, io, mia mamma e la mia nipotina G. di 3 anni.

Siamo arrivate da mia sorella un po’ tardi, così visto che stava preparando la pasta per la mia nipotina più piccola, ci siamo prese G. e siamo andate nel primo ristorante che abbiamo incontrato. Peccato che quando abbiamo chiesto se al posto degli spaghetti al pomodoro potevano fare le penne, abbiamo scoperto che non si poteva perché era tutto precotto. Comunque sia G. che Iaia si sono mangiate tutto, alla faccia delle ore che impiego io per prepararle cose fresche.

Siamo arrivate in Villa verso le tre e ho scoperto un aspetto positivo nell’avere dei bambini: loro non pagano il biglietto; poi mi sono girata e ho visto la salita…Ho pensato: sarà dura ma ce la posso fare, per fortuna la strada è asfaltata e la salita non è ripida.
Ci incamminiamo, ma appena girato l’angolo, la strada asfaltata finisce, e la salita diventa un po’ più ripida. Inutile dire che essendo per niente sportiva per me era impossibile trascinarmi dietro quasi 20 kg tra passeggino e bambina, così mia mamma si è caricata la bimba e io ho spinto il passeggino nei tratti più brutti. Intanto dovevamo stare attente anche a G. che è mancato poco che non si catapultasse giù da una discesa.

I primi animali che abbiamo visto sono state le capre:
“Iaia hai visto le capre?”
e lei
“Ba bauuu”
“Ma no, sono capre, e guarda i lama”
“Ba bauuu”
“Ma no, non è un cane, guarda l’orsetto lavatore”
“Ba bauuu”
Finalmente quando ha visto la scimmia ha esclamato:
“Uh-Uh”
Poi quando l’ho fatta scendere ha iniziato a urlare rincorrendo le capre. Le ha accarezzate credendole dei cani un po’ strani.
Invece mia nipote aveva un po’ paura, prima seguiva tutti gli animali, ma quando una capra le si è avvicinata, lei si è nascosta dietro di me urlando
“Aiuto zia”


Poi abbiamo visto la parte con gli uccelli, Le gru, i pavoni, liberi per la strada e i pellicani.
Devo dire, però, che questi animali non hanno incontrato il gusto delle bimbe, forse perché cominciavano ad essere stanche, e anche noi del resto eravamo discretamente distrutte. Quindi ci siamo fermate al bar per fare merenda e poi siamo andate al parchetto, purtroppo non troppo ricco di giochi adatti ai più piccoli.

Avrei voluto far vedere il canguro a Iaia, ma quando ho visto che c’era ancora un bel pezzo in salita e ho guardato la faccia stravolta di mia mamma ho deciso che era meglio avviarci verso l’uscita.

Alla fine abbiamo passato una bella giornata, diversa dal solito e senza pensare ai soliti problemi.

Domani ritornerà il papà di Iaia e sinceramente non ne ho proprio voglia.
No proprio no.

Questi sono i miei numeri:
1 20 57 65 74 81
11 14 29 40 4773
superStar 58

giovedì 19 agosto 2010


Volevo continuare la lista degli aspetti positivi del mio divorzio, ma mi sono accorta che in questo momento non ne ho bisogno. Non so se è complice il fatto che lui sia via per lavoro e quindi io sono più tranquilla, ma in questi giorni sto non benissimo ma benino si.
Sono stata spesso da mia mamma, la bimba ha giocato tanto con mio fratello, abbiamo mangiato insieme con serenità e si respirava aria di famiglia. Di questo credo abbiamo bisogno.

Questa mattina siamo uscite con il vicino e le sue due bimbe, abbiamo preso la focaccia e siamo stati un po’ in piazza, poi tornati a casa la bimba più grande mi ha aiutato a far addormentare Iaia (la mia bimba in questi giorni la chiamo così). Adesso dorme visto che sono 3 giorni che si sveglia che non sono ancora le sette. Dovrei dormire anche io perché muoio proprio dal sonno, ma sono sicura che appena mi sdraio lei si sveglia.

Questo pomeriggio verrà mia suocera. Sono tornati da due giorni dalla montagna e da ieri viene a trovarla tutti i giorni, sembra che non possa vivere senza vederla. Ne approfitterò per lavare i capelli.

Domani, sperando che le previsioni del tempo abbiano sbagliato, andremo alla Villa Pallavicino, io Iaia, la nonna e forse la zia con le due cuginette. La portiamo a vedere il lama, il fenicottero e altri strani animali immersi nella natura. Lei ha un’innata passione per gli alberi, quando era piccola bastava metterla sotto un albero e rimaneva incantata. La Villa Pallavicino fa parte dei miei ricordi d'infanzia, ci divertivamo un sacco e al ritorno in macchina noi tre bambini riuscivamo a instaurare delle amicizie con chi ci capitava dietro. E' strano, ma tutti rispondevano ai nostri saluti e riuscivamo anche ad avere delle specie di conversazioni fatte a gesti...

Come ultima cosa scrivo i numeri che spero di riuscire a giocare oggi, devo dire che invece di avvicinarmi mi sto allontanando, ma va bene lo stesso, è solo un modo per distrarmi.
1 20 57 65 74 81
9 11 14 29 47 73
superstar: 58 (Simon per favore portami fortuna…).

martedì 17 agosto 2010

superenalotto  

Questi sono i numeri che ho giocato. Speriamo di fare più di uno!
1 4 20 57 74 81
9 11 14 29 47 73
superStar: 58

lunedì 16 agosto 2010

ferragosto  


Un altro ferragosto è passato, questa volta come fosse una giornata normale.
Colazione, giretto con la piccola, riposino, gnocchi col sugo di noci a casa, giochi, riposino, lui che va a tagliare l’erba dai suoi, per me un po’ di internet e infine frittata con pomodoro per tutti. Piuttosto triste…
Non che l’abbia mai festeggiato in modo particolare, almeno da quando ho conosciuto lui.
Prima però, se ci penso bene, il ferragosto era una bellissima giornata che avrei voluto non finisse mai.
Quando ero piccola, io e i miei fratelli, appena finita la scuola partivamo per il mare, per fare ritorno a casa poco prima dell’inizio di settembre. Il 15 di agosto era dedicato esclusivamente al mare. Ci svegliavamo, facevamo colazione e ci preparavamo per andare in spiaggia. Una volta arrivati cominciavamo a giocare con la sabbia perché bisognava far passare 2 ore dalla colazione prima di poter fare il bagno.
Verso le 11 ci raggiungevano i miei zii e i miei cugini e insieme ai vicini di ombrellone, vicini anche di casa, si faceva il bagno. Mio zio prendeva in affitto il pedalò, noi arrivavamo fino agli scogli in acqua e poi salivamo tutti, forse in troppi, ma quello era il divertimento. Mi ricordo di un anno in cui c’era anche mia mamma. Eravamo sul pedalò e lei decise di fare un bagno oltre gli scogli. Peccato che dopo non riuscì più a risalirci sul pedalò! Penso di aver preso la mia pappamollagine da lei.
All’una e mezza si andava allo stabilimento e si mangiava la pizza, ancora oggi ogni tanto è come se ne sentissi il profumo. Dopo la pizza il cocomero, una volta l’abbiamo fatto mangiare anche ad una lucertola, ne era golosa.
Dopo altre due ore d’attesa ancora bagno, poi merenda con gelato e poi giochi e poi ancora bagno, fino ad arrivare a sera cercando di rubare l’ultimo tuffo perché non c’era più tempo di asciugarsi.
Arrivava l’ora di andare a casa ma nessuno aveva voglia che la giornata finisse.
Poi a casa si cenava e poi si andava a fare un giro sul lungomare o se c’era un concerto si provava a sbirciare qualcosa salendo sulle spalle di mio zio…
In quel giorno respiravo aria di famiglia, quella che mi mancava tanto e che avrei tanto voluto avere. Non facevamo nulla di particolare, ma ricordo ancora con nostalgia la gioia e la serenità di quei momenti.
Ecco, credo di non aver mai trascorso un ferragosto così da quando io e lui ci siamo messi insieme, ma mi auguro che i prossimi, per mia figlia, possano essere come quelli della mia infanzia.

Adesso per consolarmi cercherò qualche racconto di chi è stato più fortunato di me...

sabato 14 agosto 2010

numeri superenalotto  

Allora, tra poco andrò a giocare al superEnalotto e sceglierò anche il numero superstar.
Non sono un'esperta e quindi ho dovuto cercare un po' di istruzioni su internet perchè questa volta i numeri li ho scelti io. Così ho scoperto dell'esistenza del numero superstar.
I numeri che ho scelto sono:
20 10 4 74 81 57 (numeri che sono legati al mio blog) e 14 6 29 11 9 73 (che sono legati alla mia bimba), il numero superstar è 78.
In bocca al lupo a me...

venerdì 13 agosto 2010

superenalotto  

Un veloce passaggio dal mio Blog per inaugurare una nuova sezione.
Da questa settimana ho iniziato a giocare al superEnalotto e da oggi scriverò i numeri che giocherò, tanto è impossibile che vinca...
Questa volta avevo giocato:
1 15 61 73 83 90 e 2 46 63 67 70 75
numeri scelti a caso dalla macchina. La prossima volta li sceglierò io, ho già pensato al 20 e al 10, se qualcuno che passa di qui ha dei suggerimenti in caso di grossa vincita potremmo dividere...

martedì 10 agosto 2010

10/08/2010: la ripresa  


In questi giorni, non so perché, ma mi sento un po’ meglio. E’ da parecchio che non mi viene più da piangere, o meglio che il pensiero mi sfiora per pochi minuti e poi riesco a cacciarlo via.
Sono ancora molto confusa, non riesco a capire cosa provo e cosa voglio. Sono sicuramente ancora molto arrabbiata e determinata a combattere per tenermi mia figlia. Mi rendo conto che nulla potrà essere più come prima, ho perso un marito, un amante, un amico ma soprattutto il padre della mia bimba. Ho tanta rabbia dentro e penso che quando questa storia sarà finita chiederò aiuto a chi di dovere.
Sono sempre più convinta che ci sia un’altra persona nei suoi pensieri, me ne ha dato ampie dimostrazioni nei giorni scorsi. Settimana prossima partirà e il pensiero che possa trascorrere questo periodo con un’altra mi fa venire voglia di seguirlo e una volta scoperto fracassargli una sedia in testa, fargli molto male, ma non fisicamente, vorrei che soffrisse come fa soffrire me, così forse capirebbe. Certe volte mi scopro a pensare che forse non è vero, ma so che non è così.
Siamo sempre più lontani, i litigi sono diminuiti, ma non perché andiamo più d’accordo. Non ci parliamo molto e spesso lui prende la bimba e va a farsi un giro mentre io mi preparo o riordino la cucina. Sento che non prova più alcun interesse per me, forse non mi vuole neanche più bene come mi aveva detto. E’ tutto molto triste, però sempre più spesso penso al mio futuro, a quella che potrà essere la mia nuova casa con la bimba, a come potrò organizzare i mie week end quando non potrò tenere la bimba, alle vacanze che faremo insieme alla nonna.
Mi hanno detto che quando lui se ne andrà di casa, una volta chiesta la separazione, sarà forse ancora più brutto. Solo in quel momento ci si rende conto della realtà e ci si sente tremendamente sole, anche se era quello che si voleva.
Quello che dovrò fare adesso, è prepararmi a questa cosa, cercare di non farmi cogliere di sorpresa, cercare di soffrire il meno possibile.
Forse sto a poco a poco riappropriandomi della mia vita, forse il dolore sta diminuendo, lentamente, ma sta diminuendo. Spero solo che non sia un’illusione e che al prossimo ostacolo non riscoppierò a piangere

sabato 7 agosto 2010

mission impossible  


Da oggi sono ufficialmente in ferie, per due o più probabilmente per tre settimane.
Lui settimana prossima lavorerà, poi partirà per l’estero (molto estero) e starà via per tutta la settimana. Per lavoro dice lui, per farsi i cavoli suoi, penso io (eh se gli investigatori privati non costassero così tanto…).
Comunque pensavo di approfittarne per sistemare delle cose e quindi la cosa migliore per costringermi a farle è elencarle e quando saranno passate le ferie dovrò essere riuscita a farne almeno la metà.
1. Lavare i maglioni di lana (ahimè tutti a mano).
2. Pulire gli armadietti della cucina e anche il frigorifero e la dispensa e i cassetti e...
3. Mettere a posto i cassetti del comodino.
4. Archiviare tutti i miei documenti sparsi un po’ ovunque.
5. Mettere a posto i cassetti della stanza della bimba ed eliminare le cose che non le vanno più.
6. Comprare il porta giochi con canestro incorporato che ho visto in un negozio e quindi mettere a posto i giochi accatastati in una parte del salotto.
7. Comprare il seggiolino per la bicicletta che l’estate è agli sgoccioli.
8. Comprare un passeggino nuovo, perché le ruote dello zippy fanno un po’ schifo.
9. Andare in piscina con la bimba. Già programmato per mercoledì a casa di R.
10. Organizzare delle gite per far cambiare aria alla piccola.
11. Andare dal parrucchiere.
12. Fissare appuntamento con la fotografa.
13. Buttare un po’ di cose inutili conservate nei vari armadietti.
14. Invitare mia sorella con le bimbe a pranzo.
15. Shopping se avanzano dei soldi…
16. Spostare il lettino dalla nostra camera alla cameretta. Visto che tanto dorme nel lettone.
17. Occuparmi di più del mio blog.
18. Frequentare i blog scoperti.
19. Cercare un buon avvocato.
20. Riposarmi…

Credo che sarà una missione impossibile visto che per una settimana sarò sola, senza neanche l’aiuto della mia di mamma perché se n’ è andata in ferie e tornerà tra sette giorni.
Meno male che torna la vicina che ogni tanto si prende la bimba per farla giocare con le sue due figlie…

mercoledì 4 agosto 2010

mia figlia la casalinga  


Mia figlia quando sente il rumore dell'aspirapolvere corre a cercare dov'è e poi cerca di prenderlo per passarlo lei.
Quando capita dove teniamo la scopa, la prende e pulisce per terra.
Dopo mangiato quando passo la spugna per pulire i suoi disastri, piange se non lo faccio fare anche a lei.
Quando viene la signora che mi aiuta con le pulizie, le corre incontro ridendo e la segue ovunque.
Ieri le ho comprato lo scivolo di Hello Kitty e oggi pomeriggio l'ho montato. Era molto sporco, così ho preso una spugna e dell'acqua per pulirlo, lei mi ha guardata e ha capito tutto. Ha pensato "il gioco non è scivolarci sopra, ma pulirlo". Ha preso lo scottex e ha iniziato a lavare tutto lo scivolo, anche negli angoli più nascosti. Io cercavo di farle vedere come usarlo facendo scivolare i pupazzi e le bambole, lei rideva e puliva di più. Alla fine sono riuscita a metterla su e farla scendere, ha riso ma non sono sicura le sia piaciuto più che pulirlo...

lunedì 2 agosto 2010

vacanze negate  


In questi giorni in cui mezza Italia è in partenza per le vacanze e l’altra mezza lo è già, mi ritrovo in cucina a pensare alle mie vacanze negate. E, si, per consolarmi mi sto mangiando dei dolci che si chiamano Brasilia. Sono due meringhe con in mezzo una deliziosissima crema al cioccolato, ricoperte da una parte e ai lati da altro cioccolato.
Mangio e penso alle vacanze dello scorso anno. Avevo appena partorito e l’uomo che amavo da una vita mi aveva appena fatto la rivelazione dell’anno: non mi amava più ed era pure colpa mia.
Abbiamo deciso lo stesso di partire e siamo andati una settimana in montagna con la bimba: le vacanze più brutte della mia vita. Ero decisamente depressa e lui non mi aiutava. Al mattino prendeva nostra figlia e con la scusa di farmi preparare con calma la portava via. Quando ero pronta mi toccava uscire e cercarli perché molte volte non rispondeva al cellulare.
Non dormivo perché ogni due ore lei voleva mangiare, non mangiavo perché appena ci sedevamo a tavola lei piangeva (vizio che non ha ancora perso), avevo bisogno di essere abbracciata e consolata e invece avevo davanti un muro, anzi un bagno dell’hotel in cui mi rifugiavo a piangere. Se ci penso sto ancora male adesso per quello che ho passato.
Questa estate volevo organizzare una vacanza per la mia bambina, ma non è stato possibile. Lui, il suo papà che tanto l’adora, non vuole venire se ci sono anche io.
L’ultima novità è che se poi riusciremo a metterci d’accordo e cioè se gli concederò l’affidamento al 50% allora si può fare altrimenti no. A me pare un ricatto bello e buono e dei peggiori visto che usa sua figlia.
Così, tra una settimana sarò in ferie e resterò a casa. Ma non mi scoraggio, riuscirò lo stesso a far passare una bella estate alla mia bimba. Andremo in piscina, al lago e forse anche in montagna, non troppo lontano però perché per sera dovremo essere a casa.
Poi, ma questo non deve saperlo nessuno, questa sera lui mi ha detto che forse a metà agosto sarà via per lavoro una settimana ( forse in vacanza con l’amante, perché non ci crederò mai che esiste un cliente così imbecille da rinunciare alle sue vacanze), e noi possiamo non approfittarne?

venerdì 30 luglio 2010

n.2. la libertà  


Non so come mai non mi è venuto in mente prima. C’è una cosa che forse riuscirò finalmente a fare con più gioia quando sarò separata. E’ stata la causa dei peggiori litigi che abbiamo fatto in tutti questi anni. Uno dei motivi per cui ha deciso di smettere di amarmi. Per me una limitazione della mia libertà, l’unica forse, a cui non ho mai rinunciato, anche se l’ho fatta sempre meno di quello che avrei voluto: andare a vedere i concerti dei Duran Duran.
A dire il vero non sono solo concerti, a me piace seguirli ogni volta che vengono in Italia per qualsiasi evento non privato. Mi piace ritrovare le mie amiche che altrimenti non vedrei mai perché ci dividono centinaia di km. Passare una giornata spensierata facendo anche le ragazzine in ricordo dei vecchi tempi quando certe cose non si potevano fare perché eravamo troppo piccole e non c’erano i soldi.
L’ultimo tour che hanno fatto sapevo che sarebbe stato l’ultimo a cui avrei partecipato da non mamma. Per questo ho voluto assistere oltre al concerto vicino a dove abito anche ad un altro in una località di mare: sulla spiaggia, con le mie amiche, un sogno adolescenziale.
Sapevo che non sarebbe stato d’accordo così gli ho detto di venire con noi, avremmo passato un w.e. insieme al mare.
La risposta è stata no, e non avrei dovuto andarci neanche io.
Bene, io ci sono andata lo stesso e così il nostro matrimonio ha iniziato a sfasciarsi: è stato l’inizio della fine.
Credo che sia una vera cavolata dare anche solo una minima parte di colpa a questa cosa, anzi credo che sia da persona totalmente immatura, esattamente quello di cui mi accusa lui.
Non penso di aver sbagliato nella mia scelta, forse ho sbagliato dopo, quando mi sembrava che ci fosse qualcosa che non andava in lui e ho deciso lo stesso di fare un figlio. Non ho dato il giusto peso alle mie sensazioni, pensavo che fosse impossibile che smettesse di amarmi.
Adesso aspetto che lui se ne vada per la sua strada e che i Duran escano col nuovo album (forse King of somewhere) e vengano da noi.
Purtroppo però mi sono resa conto che mentre in passato ogni volta che accadeva qualcosa di triste mi bastava sentire le loro canzoni per stare meglio, questa volta il dolore è troppo grande e non si attenua ascoltando la voce di Simon.
Però mi piace pensare che magari un giorno potrò stare tranquilla, seduta ad un tavolo del Principe di Savoia con i Duran a bere un aperitivo, senza la paura e l’ansia che possa suonare il telefono perché lui vuole sapere come mai non sono ancora a casa.

*La foto che ho messo rappresenta uno dei momenti sereni passati con loro.

martedì 27 luglio 2010

1000awesomethings.com  

Scrivo questo post su ispirazione di un blog il cui indirizzo è il titolo del mio post. Non l’ho ancora visitato ma da quello che ho letto è stato creato da Neil Pasricha in un brutto periodo della sua vita. Lo scopo è quello di scrivere delle piccole gioie quotidiane, forse per non cadere nel tunnel del pessimismo o del vittimismo (quello che sto facendo io).
Quindi ho deciso che da oggi cercherò di trovare tutti gli aspetti positivi della mia futura separazione, per esorcizzare il mio dolore. Ogni volta che me ne verrà in mente uno, ne scriverò un post, premettendo che nessun numero potrà mai eguagliare la felicità, negata, di mia figlia di avere una famiglia unita e felice.
La prima cosa che sicuramente mi viene in mente, ma forse perché è ora di andare a nanna (una volta avrei scritto andare a letto) è che la notte riuscirò, bimba permettendo, a dormire senza avere un trattore con rimorchio nelle orecchie. In realtà il suo russare è molto peggio. Per fortuna non succede tutte le sere, altrimenti me ne sarei già andata via io da un pezzo.
Comincia con un respiro pesante, poi va avanti con una specie di grugnito seguito da un’apnea di molto più di un minuto (l’ho misurato) che termina con un assordante rumore indescrivibile. Spesso si sveglia anche da solo.
Una notte quando lavorava lontano e io andavo a trovarlo nel w.e. sentivo i vicini dell’appartamento sopra che ridevano come dei matti ogni volta che emetteva il suo strano verso. Anche i nostri amici si rifiutavano di dormire vicino a lui quando si andava in vacanza.
Quando ci siamo sposati, dopo qualche notte insonne ho provato con una soluzione che mi sembrava perfetta: ho preso i tappi per le orecchie. Inutile dire che sono stati totalmente inefficaci, non sono neanche riusciti ad attutire il rumore.
Così l’unica cosa che rimaneva da fare era andarsene a dormire sul divano quando, dopo diverse notti insonni, arrivavo sfinita verso l’esaurimento nervoso.
In base a questa esperienza posso affermare che l’orecchio non si abitua con il tempo a tutti i rumori. Ancora adesso ogni volta che lui russa io non riesco a dormire, ma mentre prima lo accarezzavo sperando che smettesse adesso gli tiro calci e pugni che spero gli lascino dei segni ben visibili. E quando si sveglia lamentandosi gli rispondo pure male e forse per paura di altre ritorsioni più dolorose dovute alla mia rabbia riesce perfino a smettere di russare.

sabato 24 luglio 2010

accordi  

Sono appena riuscita a far addormentare la mia piccola ricciolina (la mia bimba è riccissima!). Questa mattina non ha dormito e adesso appena mi avvicinavo al letto lei piangeva per il nervoso.
Allora sono scesa in cortile l’ho messa sul passeggino e dopo 257 giri 520 ninne nanne si è addormentata.
Ho rotto la chiavetta per collegarmi a internet, così adesso sono indissolubilmente legata al router e devo stare in cucina per forza.
Ci sono tre mosche, due si stanno accoppiando sul mio tavolo, l’altra guarda e io mi sto mangiando un kinder maxi king, con la scusa che scadeva ieri e non si poteva buttare. Ne ho altri due, ma è meglio pensarci questa sera. Tanto questa mattina mi sono pesata e per la prima volta dopo 13 mesi e mezzo peso come quando sono rimasta incinta. Questo mi ha un po’ tirata su dopo la discussione avuta ieri con ormai il mio futuro ex.
Abbiamo provato a metterci d’accordo su un eventuale affidamento della nostra bimba. Lui vuole dividerla a metà, cioè metà tempo con lui e metà con me. A me non va bene. Non ho scelto io di non amare più la mia famiglia e non voglio rinunciare a mia figlia.
Abbiamo parlato, parlato e parlato. Mi è sembrato che non riusciremo mai ad arrivare ad un accordo, ho paura che si arriverà a litigare e a compromettere anche un ipotetico buon rapporto tra genitori divorziati. Mi ha riconfermato che è proprio finita e questo, anche se è sempre una pugnalata, è un dato di fatto.
Una cosa però non capisco: perché il mio avvocato (donna) mi ha assicurato che nessun giudice deciderebbe per un affidamento al 50% con una bambina così piccola, mentre il suo (uomo) gli ha detto il contrario?
Non ho dormito quasi tutta la notte. Avrei voluto svegliarmi e accorgermi che è stato tutto un orribile incubo. Invece devo farmi forza, bisogna arrivare alla fine di questa storia e cercare di accettarla per poter andare avanti. Devo essere forte, devo essere forte, devo essere forte… No, non devo piangere…

sabato 17 luglio 2010

presa di posizione  


Questa settimana è stata molto dura, la mia bimba ha avuto la febbre molto alta e la quarta notte in cui la temperatura ha raggiunto quasi 40 siamo andate al pronto soccorso. Siamo andate io lei e mia mamma, perché il suo papà era via per lavoro, come al solito quando a lei viene la febbre.
Adesso sono due giorni che è sfebbrata, però è molto noiosa, più del solito, forse perché l’antibiotico le ha fatto venire mal di stomaco. Io sono ancora più stanca e morta di sonno.
Nel frattempo mi ha chiamata l’asilo, volevano spostare l’appuntamento fissato a fine agosto per l’inserimento. Peccato che io non ne sapessi niente perché lui, il papà, non me l’aveva detto. Quindi adesso tocca a me non dirgli niente. Se vogliamo andare avanti con i dispetti per me va bene.
In questo momento sono molto delusa, non pensavo che potesse essere così subdolo, mi dimostra ogni giorno di più che ormai non c’è più niente da recuperare.
Per questo ho deciso che gli parlerò. Per la prima volta sarò, o almeno cercherò di esserlo, molto dura e non disponibile, non si merita nessun tipo di comprensione.
Questo è il motivo del post, devo mettere giù dei punti che dovrò seguire per non perdere il filo e non farmi fregare dalla sua furbizia e se qualcuno passerà di qui e vorrà darmi dei suggerimenti o dirmi che sto sbagliando tutto mi farà piacere e mi servirà per essere più preparata.
Allora, prima di tutto gli dirò che non voglio repliche al mio discorso, potrà farlo una volta che avrò finito, poi questo sarà lo schema che dovrei seguire:
-lo informerò che da ora in poi le cose cambieranno, non farà più quello che vuole con la bimba facendo finta che io non ci sia.
-non uscirà più con lei senza aspettarmi, si uscirà insieme e si comincerà a pensare al bene della bimba, quindi ad organizzare gite, giochi al parco e altre cose che piacciono ai bambini.
-vacanze estive: io andrò in vacanza con la bimba e lui farà quello che vuole, se poi vorrà andarci anche lui, potrà farlo ma ci sarò anch’io.
-potremmo anche stare sotto lo stesso tetto, ma se lui continuerà con il suo atteggiamento e mi costringerà a chiedere la separazione, non avrò pietà, potrà farmi tutte le guerre del mondo, io saprò come difendere me e la mia bimba.
-se deciderà di vivere in questo modo, insieme, andremo da un mediatore familiare che ci potrà aiutare.
-se deciderà di separarci andremo dal mio avvocato e da un mediatore familiare che ci aiuti a trovare un compromesso che per adesso non sarà un affidamento congiunto al 50% perché la bimba è troppo piccola. Quando sarà più grande potremo ridiscuterne.
Cercherò con tutte le forze di non piangere o di non arrabbiarmi, dovrò cercare di essere ferma e convinta della mia presa di posizione. Forse comincio veramente ad accettare che sia finita.
Inizierò una nuova vita con la mia bimba e cercherò in tutti i modi di renderla serena, per quanto possibile.

domenica 11 luglio 2010

un po' di tutto  

Questo post sarà sconclusionato e molto probabilmente per niente scorrevole, in ricordo dei giudizi della mia prof di italiano!

Lunedì sono stata dall’avvocato, molto gentile e comprensiva. Quando mi sono messa a piangere stava per farlo anche lei. Mi ha consigliato una cosa, ma devo dire che ero molto perplessa, non è una cosa da me. Ci ho pensato parecchi giorni e alla fine il suo comportamento mi ha fatto decidere di seguire quello che mi ha detto l’avvocato. E’ stato subdolo e lo sarò anche io. Si è approfittato di alcune mie dimenticanze e sono sicura che lo ha fatto per usarlo contro di me.
Mi chiedo, se aveva deciso di venire anche lui alla riunione del nido, perché non me l’ha detto? Perché mi ha telefonato dall’asilo chiedendomi dove fossi e se me lo fossi dimenticatao? Stessa storia per il vaccino. E sì adesso mi ha potuto dire che vuole fare lui l’inserimento perché viste le dimenticanze a me non interessa. Furbo. Adesso tocca a me essere stronza!

Oggi fa un caldo bestia e questo mi ricorda che questa estate non andremo in vacanza perché lui non vuole andarci con me. La sua proposta è stata prima ci vai tu con la bimba e poi ci vado io. Ma allora perché non te ne vai e ci separiamo? Nella situazione attuale non ti permetterò di andare via con lei senza di me.

Cosa cavolo paghiamo a fare 90 euro di pediatra se poi lui dice di non darle i succhi e le cose dolci e tu lo fai lo stesso (vedi acqua e menta), se poi quando ti chiedo cosa le hai dato da mangiare, mi rispondi che al posto della pasta le hai dato i cracker perché tanto sono sempre carboidrati. Penso che questa sera ti preparerò un bel piatto di cracker, preferisci al sugo o al pesto?

Penso che la Blogosfera sia come una grande città suddivisa in quartieri, io devo ancora decidere in quale abitare, se in quello delle sfigate, in quello delle future divorziate, in quello delle mamme, in quello delle duraniane (questo mi piace, ma forse fa parte sempre delle sfigate, visti i tempi di attesa), in quello fashion addicted ecc. ecc. Ma il mio blog è appena nato, lo scoprirò in corso d’opera.

Stavo pensando che quando ci separeremo forse tornerò per un periodo da mia mamma. Con il mantenimento che l’avvocato ha detto che potrei ottenere riuscirei solo pagare l’affitto per un trilocale. Se solo avessi insistito per comprare una casa... Ma forse lui già sapeva, per questo non andavano mai bene niente!

Vorrei avere più tempo per pensare al mio blog, dargli una forma, delle foto, un template più bello e non il primo decente che ho trovato. Vorrei visitare e interagire con altri blog e avere più tempo per me.Ma la mia bimba chiede sempre la mia attenzione e io mi ritrovo sul pavimento del salotto con lei in braccio e con una mano scrivo e con l’altra gioco con i lego. Lei ha la febbre post vaccino e lui è via per una settimana per lavoro! E poi è a me che non frega!

sabato 3 luglio 2010

caro diario  

Oggi siamo usciti con dei nostri amici, come una coppia vera. Abbiamo preso un aperitivo e mangiato qualcosa ascoltando i musicisti sparsi per il centro.
Avrei tanto voluto che fosse tutto vero, che fossimo ancora la coppia di un tempo neanche tanto lontano. Invece non lo siamo più, io avrei potuto benissimo non esserci, a lui bastavano la nostra bimba e i suoi amici.
Mi accorgo ogni giorno che non prova più niente per me, lo vedo nel suo atteggiamento e nele sue risposte. E sento che ci deve essere per forza un'altra, e sto male a pensare che tutto quello che era mio adesso è suo. Gli abbracci, i baci, i sorrisi, le risate, gli sguardi.
Adesso fuori piove molto forte e c'è il temporale, ed è proprio come mi sento io in questo momento. Vorrei che l'acqua fosse tutta la mia tristezza e che finalmente potesse uscire e andarsene per sempre. Vorrei essere un tuono per esplodere con tutta la mia rabbia e poter finalmente avvicinarmi a un po' di serenità.
Invece mi porterò addosso questi sentimenti per tutta la mia vita, non tornerò più quella che ero prima.

venerdì 2 luglio 2010

“Tutte le famiglie felici sono simili fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”. Lev Tolstoj, “Anna Karenina”  


Adesso che il mio piccolo tesoro dorme sento il bisogno di sfogare il nervoso che da questa mattina sto cercando di reprimere.
Oggi è venerdì e come al solito mi aspetta un week-end in cui tu cercherai di portarmi via mia figlia, cercherai di farmi innervosire e riuscirai a farmi litigare.
E come al solito non te ne fregherà niente di sapere come sto e a cosa penso.
Allora lo scrivo qui, dove non potrai mai leggerlo e quindi potrò sfogarmi senza interruzioni e filtri.
Ti odio e ti odierò per sempre per quello che hai fatto a me, ma più di tutto per quello che dovrà passare la mia bimba. Ti odierò quando vedrò la tristezza nei suoi occhi, quando si chiederà perché le sue amiche hanno una bella famiglia unita e lei no. Quando festeggerà i compleanni delle sue amichette con entrambi i genitori e sarà triste perché lei non potrà mai farlo. Quando mi accorgerò che si sentirà in imbarazzo a dire che i suoi genitori sono divorziati. Quando al ritorno da una gita non saremo insieme ad aspettarla.
Per queste e per tante altre cose non sarò in grado di smettere di provare rancore nei tuoi confronti.
E mi dispiace di non essere una di quelle persone che, accecate dalla rabbia, usano tutti i mezzi per fare dei dispetti.
Tu sei fortunato, non userò la bambina per farti del male, pur sapendo che è l’unica cosa con cui potrei colpirti veramente. Lei non saprà mai quanto ti odio e soprattutto non farò niente per impedire che costruiate un solido rapporto tra padre e figlia. Lei non ha colpe e non se lo merita.
Questo però non vorrà dire che per l’ennesima volta tu avrai quello che vuoi. Non ti concederò mai l’affidamento al 50%. Sarà già difficile fare a meno di lei per due giorni a settimana. Non ti permetterò di più.
Per questo mi piacerebbe tanto dirti che finalmente lunedì andrò dall’avvocato.
Grazie per averci rovinato la vita. Per che cosa poi?

Spero davvero di riuscire, un giorno, a scrivere un post più sereno e frivolo.

sabato 26 giugno 2010

E' per te.  


Non ho mai creduto che la realizzazione di una donna fosse quella di avere un figlio. Fin da piccola quando mi parlavano di figli, rispondevo che io non ne avrei mai avuti.
Quando ho conosciuto lui, ero una ragazzina ed ero ancora convinta di non voler figli. Quando ne parlavamo rispondevo che un figlio lo avrei fatto solo con Simon Le Bon (sento che ci sarà un post tutto per lui).
Arrivata a 30 anni lui si è fatto più insistente, voleva un figlio e io ho pensato che il mio amore per lui era diventato così grande che andava oltre le mie convinzioni.
Dopo aver preso ancora un po’ di tempo per viaggi e divertimenti vari abbiamo cominciato a provarci.
Ero convinta di non poter avere figli, forse per questo ho ceduto alle sue insistenze. Invece il destino beffardo ha voluto che tu arrivassi subito, senza darmi il tempo di abituarmi all’idea che fosse tutto vero.
Sei arrivata all’inizio di giugno, dopo 2 giorni di dolori intensi. Ti hanno appoggiato su di me e ti ho guardata, assomigliavi a ET l’extra-terrestre. Il tuo primo giorno non mi è molto chiaro, ricordo solo che una volta in camera quando tutti cercavano di farmi gli auguri sono svenuta.
I primi tempi sono stati duri, più di quanto pensassi e mi avessero raccontato. Credo che per chi non è convinto di avere figli sia mille volte più duro.
Non ti capivo, piangevi per le coliche tutti i giorni, bevevi il latte e restavi attaccata per ore facendomi un male cane. Ti addormentavi in braccio e quando ti posavamo nella culla ti svegliavi urlando.
I miei sentimenti sono stati confusi e offuscati per mesi, non riuscivo a capire cosa provassi.
Poi sei cresciuta, hai cominciato a stare seduta, a mangiare le pappe, a non piangere appena fuori dal cancello costringendomi a tenere te in braccio da una parte e la carrozzina da tirare dall’altra.
Hai compiuto un anno e le cose sono migliorate ancora di più, cominci a camminare, cerchi di farti capire e da oggi mandi i baci con lo schiocco, tirando in dentro più che puoi le guance.
E io oggi sento che non posso fare a meno di te. Che non potrei mai starti lontana per più di un giorno. Che anche se si stava meglio prima, adesso tu ci sei e sei diventata una mia appendice, senza la quale non potrei vivere.
Sei stata il frutto di un grande amore e adesso sei tu il mio grande amore. Un amore che non riesco a definire perché non l’ho mai provato. A volte ho dubitato che fosse amore e allora non riuscivo a capire cosa fosse. Adesso so che lo è, che è un sentimento nuovo che non ho mai provato per questo è incomprensibile, diverso da tutti gli altri amori.
Sono io che sono te.

mercoledì 23 giugno 2010

E' triste  

Frequento un forum di mamme, tutte felicemente accompagnate, nessuna che abbia problemi sentimentali. Così qualche giorno fa ho deciso di leggere qualcosa nelle sezioni " divorzi/separazioni/litigi", Divorzi, problemi amministrativi e infedeltà".
Mi ha preso lo sconforto. Pensavo di trovare persone con i miei problemi: litigi col marito, problemi di affidamento congiunto e varie ed eventuali. Invece mi sono scontrata con amanti diventate fidanzate, fidanzate diventate amanti, mogli di secondo letto e tutte che andavano contro a quelle povere mogli definite approfittatrici di soldi del marito.
Ho chiuso la sezione e sono tornata a leggere le mie mamme 2009.
Mi sono chiesta, ma perchè non si accetta il fatto che quando uno si sposa e mette al mondo un figlio deve mettere in conto di doverlo mantenere fino a che non sarà autosufficiente?
Se si decide di lasciare la propria moglie e quindi la famiglia formata con lei, non ci si può lamentare se poi il giudice decide che deve passare un mantenimento di 500 euro. E soprattutto non si deve lamentare la fidanzata di secondo letto. Che caspita c'entra, che ne sa lei di quello che la povera moglie ha passato, i sogni che aveva, i progetti che il marito ha distrutto? Non è umano che provi rabbia e rancore per quell'individuo che le ha rovinato la vita?
Con questo non voglio negare che purtroppo ci sono donne che non riescono a reprimere la rabbia a discapito dei figli. A volte si è così accecate dal rancore che non si riesce a distinguere cos'è bene e cos'è male.
Ma in questo caso, cari uomini che le avete distrutto la vita, fatevi un esame di coscienza e cercate di abbassarvi voi per una volta.
Voi avete combinato il casino, adesso aiutate le vostre ex ad accetare la situazione cedendo nei litigi e vedrete che questo andrà a vostro vantaggio. Tanto per cambiare! E soprattutto lasciate fuori le vostre amanti!
Oggi sono molto delusa e amareggiata, mi sono resa conto che per un uomo è molto più facile rifarsi una vita.
Domenica ho pensato alla mia vita senza di lui e ho capito che non c'è una vita senza di lui. Siamo stati sempre insieme con un contorno di amici che potevano anche non esserci. E adesso io non so cos'è una vita con un uomo diverso da lui. Anche se sento che non c'è un futuro per noi, o almeno credo di sentirlo.
Una sola cosa mi viene da dire pensando a questa situazione:
è proprio triste...

sabato 19 giugno 2010

I mondiali  


Ci siamo messi insieme quando avevamo diciassette anni. Era estate, c’erano i mondiali di calcio, eravamo tutti davanti al megaschermo sperando di vedere l’Italia vincere. Abbiamo trascorso i nostri primi giorni insieme a ritmo delle partite del mondiale. L’ Italia non ha vinto.
La nostra prima e unica crisi è avvenuta durante un anno in cui c’erano i mondiali. Era l’estate in cui stavamo tornando insieme. Sempre a ritmo delle partite.
L’anno in cui ci siamo sposati c’erano i mondiali di calcio. L’ Italia è arrivata in finale. Eravamo a casa di amici a mangiare una pizza con le dita incrociate e la speranza che vincesse.
E l’Italia ha vinto, era la seconda volta in vita mia che l’Italia diventava campione del mondo ed era la mia seconda festa.
Quest’anno ci sono nuovamente i mondiali e siamo immersi nella nostra seconda crisi di coppia.
Questa volta però la strada che ho davanti porta solo ad una rottura definitiva. Credo che divorzieremo, è solo questione di trovare un accordo.
Avrei voluto trascorrere questi mondiali con la mia famiglia, quella che eravamo fino ad un anno fa.
Avrei voluto andare davanti al megaschermo con la nostra bambina vestita con la maglia dell’Italia.
Quello che spero invece è che l’Italia non vinca. Sarebbe troppo triste restare in casa e sentire la gente per strada che festeggia mentre io sto attraversando il periodo più triste della mia vita.
Una persona a cui voglio molto bene oggi, mi ha detto “ Vivi per tua figlia, vivi con gioia la tua bambina. Anche se adesso ti sembra tutto troppo faticoso e triste, questi sono anni che in futuro rimpiangerai”.
Io non volevo per mia figlia una famiglia di divorziati, io stessa avrei ceduto il posto ad un'altra persona con una famiglia più felice.
Forse però ho trovato un significato per tutto questo. Alla mia bimba è capitata una mamma che ha già sperimentato cosa vuol dire avere genitori separati. Ho già passato quello che lei dovrà passare, e questo mi permetterà di poterla aiutare quando ne avrà bisogno. Mi permetterà di capire quello che la farà soffrire e quindi anche di aiutarla nel migliore modo possibile. Forse è questo il senso di tutto. Forse avrò fallito nel formare la mia famiglia perfetta però potrò aiutare al meglio la mia piccola. Perché io ci sono già passata e questo l’ aiuterà. Lo spero proprio.

Forse l’Italia potrà vincere.