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martedì 30 maggio 2017

vacanze  


Da quando è nata mia figlia e cioè quasi 8 anni fa, le mie vacanze sono cambiate.
Le  motivazioni di questo cambiamento sono varie, ma tre sono le principali:
- mi sono separata (vedi sono stata buttata via come una scarpa vecchia),
- ho una figlia,
- ho un solo misero reddito part-time.
Comunque non mi sono scoraggiata e dopo il primo anno di disperazione assoluta post abbandono, almeno per quanto riguarda le vacanze estive, ho cercato di reagire. Così la seconda estate da mamma single ho deciso di organizzare una vacanza al mare e siccome avevo ancora un buon lavoro con uno stipendio discreto, siamo andate in Liguria.
La vacanza non è stata il massimo, mia figlia aveva due anni ed era ancora nella fase piango e non dormo, il tempo non è stato per niente bello e il mare non era affatto adatto a una bambina piccola accompagnata da una mamma che non sa nuotare.
Però abbiamo mangiato molto bene.

Il terzo anno ho deciso di cambiare location e optare per la vacanza delle famiglie italiane: una settimana a Rimini. La vacanza non è andata male, l’animazione non era il massimo per i bambini, ma il tempo è stato bello e il mare non era così orrendo come mi avevano raccontato.

Il quarto anno, un po’ perplessa, ho deciso di tornare a Rimini; sempre io mia figlia e mia mamma. Il mare era molto sporco (giuro che abbiamo visto una cacca galleggiare), ma se se guardava il cielo si poteva riuscire a fare il bagno.
 
E’ stato proprio da questa vacanza che ho cominciato a pensare: l’anno prossimo basta Adriatico, ci faremo una vacanza in un posto più bello.
E per la legge dell’inversamente proporzionale (più speri per il meglio, più ti andrà male), le cose hanno iniziato ad andare male: da 8 ore al giorno, ho iniziato a lavorarne sei. La differenza di stipendio non era enorme, ma la crisi si stava facendo sentire e le spese dell’avvocato e altro si facevano sempre più alte.

Così il quinto anno l’unica possibilità era ancora l’Adriatico, ma questa volta non una settimana, bensì 5 giorni. Però ho scelto Riccione (almeno credevo che fosse Riccione, invece era la sua periferia).
Questa è stata, forse, la vacanza peggiore. Cinque giorni di pioggia, vento e persino grandine. Abbiamo fatto un solo gelido bagno in un mare che sembrava fango.

Le mie parole sono state: basta questo posto non mi rivedrà più. Il destino è stato perfido: l’anno dopo la mia ditta ha chiuso e io ho perso il lavoro

Il sesto anno, quindi, mi sono ritrovata senza lavoro, ma con una discreta somma di denaro (santo TFR). Però non potevo esagerare perché chissà quando avrei trovato un altro lavoro. Così ho deciso di fare un bellissimo regalo di compleanno a mia figlia: Disneyland e poi ritornare a Rimini, ma con tutti in comfort possibili.
Il viaggio a Parigi è saltato (causa mamma all’ospedale), ma la vacanza a Rimini c’è stata. Il tempo è stato bello, l’hotel super, soprattutto per la piscina riscaldata, l’acqua del mare molto meno.

Basta, questa volta è davvero l’ultima volta che faccio una vacanza del genere. L’anno prossimo Sardegna, Salento o Toscana, basta che non sia il mare di Rimini!

Eh, eh, eh.

Ed eccoci al settimo anno: l’anno scorso. Avevo un lavoro, mal pagato, ma era un lavoro! Avevamo una vacanza a Disneyland già pagata l’anno prima. Peccato però, che nel frattempo non fossi diventata, non dico ricca, ma benestante e che avendo appena cominciato un lavoro l’unica settimana di ferie ce l’avevo ad agosto.
Quindi l’unica scelta è stata ancora Riccione, spendendo gli stessi soldi che avrei speso per andare in Sardegna a giugno.
E’ stata la vacanza più brutta in assoluto. Tempo brutto un giorno si e uno no, l’acqua del mare orrenda, anzi peggio. Non ho avuto il coraggio di bagnarmi neanche i piedi.
Almeno c’è la piscina in hotel, ho pensato. Peccato che la piscina era tutto il giorno all’ombra e col tempo che c’è stato era così gelata che non è riuscito a usarla nessuno.

Adesso viene il bello. Questa volta era sicura che Rimini e Riccione non ci avrebbero più viste. Non può andare sempre male, piuttosto restiamo a casa!!!

Ottavo anno: aprile 2017. Io che vado in agenzia a farmi fare preventivi: Sardegna troppo cara (3500 euro una settima?!), quindi Salento o Calabria. Con neanche 2500 euro si parte (quasi stesso prezzo dell’anno scorso a Riccione).
Fine aprile 2017: non mi rinnovano il contratto. Cacchio!!! Cerca subito un altro lavoro (anche se in realtà era alla continua ricerca). Che fortuna, nonostante la crisi riesco a  fare tre colloqui. Il primo è un part-time di 4 ore, no non può essere certo la soluzione migliore, non ci potrei vivere. Il secondo in una grande ditta chimica. Evvai, pagano molto bene ed è a 10 minuti da casa mia. Il terzo a Vercelli, lontano e con un orario assurdo.
Ditta chimica: 0
Ok, per adesso mi farò il mazzo e andrò fino a Vercelli…
Ditta Vercelli: 0
Ditta part-time: ti assumiamo…

Non ho avuto scelta e in questo momento da quasi un mese lavoro solo 4 ore al giorno e sono alla ricerca di un altro lavoro.

Quindi ottavo anno di vacanza: Rimini?

No, perché la vita continua a insegnarmi che chi troppo vuole nulla strige.

Quest’anno non possiamo permetterci neanche Rimini.
Quest’anno si sta a casa, in mezzo alle zanzare, al caldo soffocante con l’unico conforto che qualche volta, forse, potremmo andare in piscina.
Per fortuna mia figlia avrà le sue vacanze con suo padre. Però sono davvero triste pensando che a noi due ,insieme, quest’anno non sarà concesso.

Sono davvero stufa di questo destino beffardo, che non fa altro che farmi sognare per poi rendermi più triste la realtà.

What next?

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